La famiglia

Siamo Maria Assunta e Natale, una coppia qualsiasi di origini calabresi che vive a Borgo San Lorenzo, in provincia di Firenze ormai da 10 anni.

Per meglio presentarci ci affidiamo alle parole scritte da Gino, fratello di Maria Assunta, in occasione di un evento di solidarietà a favore di Silvia svoltosi a Rossano, cittadina da cui proveniamo.

 

Settembre 2012

UNA PICCOLA STORIA D’AMORE – UN AIUTO PER SILVIA

Qualche anno fa una famiglia rossanese, Natale e Maria Assunta con i figli Carmine, Francesca e Simone, decideva di trasferirsi dalla Calabria, da Rossano, in Toscana, a Borgo San Lorenzo sul Mugello, in provincia di Firenze.
Le motivazioni erano principalmente due: entrare nella Scuola Pubblica per Maria Assunta, che a Rossano insegnava in una scuola privata, e garantire più assistenza ai figli, in procinto di iscriversi all’università.
In Toscana, non potendo acquistare un appartamento, Natale e Maria Assunta ne trovarono uno in affitto, lasciando la casa di proprietà in Calabria e Natale ottenne anche il trasferimento da Rossano a Firenze.
Subito dopo arrivava loro la notizia che la loro precedente richiesta di adozione era stata giudicata positiva e che sarebbe stata loro affidata una bimba rumena.
Iniziava così il travaglio burocratico che una famiglia deve sopportare per un’adozione. Natale e Maria Assunta venivano sottosti a colloqui, numerosi e a volte stressanti, con degli psicologi, come se l’aver già cresciuto tre figli non fosse sufficiente a dimostrare la loro affidabilità.

I due accettarono il tutto con grande, santa e cristiana pazienza e si impegnarono anche economicamente affrontando frequenti viaggi in Romania, con notevole dispendio di energie economiche e fisiche, per avere la loro quarta figlia.
La famiglia, ottenuta l’agognata adozione, andava  avanti senza grossi problemi con la piccola Angela  – è il nome della bimba adottata –  integratasi perfettamente  nella nuova realtà.
Natale e Maria Assunta, nel frattempo, vendevano la casa di Rossano per comprarne un’altra in Toscana: ormai la scelta di vivere in provincia di Firenze era fatta.
Sembrava che tutto fosse tranquillo, con i soliti problemi di ogni famiglia che, sebbene numerosa, riusciva a barcamenarsi tra il lavoro dei genitori, la scuola dei figli, impegni vari e le solite spese per il sostentamento.
Spesso l’uomo non mette in conto che Dio può riservargli delle sorprese!

Infatti, Maria Assunta lesse, per caso, su internet, l’annuncio di una comunità: si cercava una casa per una bimba di nome Silvia.

Subito le balenò un’idea per la testa … Ma non poteva andare oltre: erano già in sei, due genitori e quattro figli e aggiungere un’altra figlia … proprio non le passava … neppure per la testa …

Decise, comunque, di parlarne con i suoi a tavola e di proporre qualche aiuto alla bimba: fosse anche solo un pupazzo di peluche, accompagnato da una carezza ed un sorriso.

La bimba si trovava a Roma e Natale e Maria Assunta annunciarono una loro visita alla bimba e, una volta incontrata, si creò, quasi per magia o per un disegno divino, quel feeling che nasce e cresce solo tra genitori e figli.
Silvia aveva il viso deturpato da un angioma cavernoso e, appena nata, era stata abbandonata dalla madre in ospedale.
Natale e Maria Assunta non fecero una piega. Sembrava che non si fossero accorti di quel brutto problema che deturpava il viso della bambina e in quel piccolo essere indifeso compresero solo di essere di fronte ad una persona bisognosa d’amore.

Tornati a casa, riunirono la tribù a tavola e ne parlarono insieme, senza trascurare di mettere tutti al corrente del grave problema fisico della bimba e, subito i quattro figli dichiararono la loro disponibilità a fare qualcosa per quell’esserino che ancora neppure conoscevano.

I genitori decisero di andare con i figli a Roma per cercare di capire se le parole dei figli fossero solo tali o se i ragazzi fossero sospinti da quei valori che i due hanno sempre cercato di inculcare nei loro cuori.

A Roma i quattro ragazzi, scrutati con discrezione dai genitori, da subito presero a giocare con Silvia, abbracciandola come se fosse stata sempre con loro.
Era il segno che Natale e Maria Assunta aspettavano: Silvia sarebbe stata la loro quinta figlia!!!
Quella bambina non poteva continuare a stare in una casa di accoglienza e non ricevere il calore di una famiglia o una carezza di una madre. Maria Assunta si sarà certamente ricordata di un detto popolare calabrese: adduv’ ci su figghj, Diu ci vigghja (dove ci sono figli, Dio ci veglia).
I problemi che la bambina si portava dietro, sarebbero stati affrontati con serenità, affidandosi alla volontà di Dio.
Ebbero inizio viaggi della speranza tra la Toscana e la Liguria, a Genova, al “Gaslini”, ove la piccola venne sottoposta a tutta una serie di interventi per la riduzione dell’angioma da parte di un luminare francese.
Le notevoli spese da affrontare per gli interventi chirurgici, per fortuna, erano a carico della struttura pubblica.

Purtroppo, da quest’anno, il luminare francese non opera più al “Gaslini”, probabilmente per motivi di salute e la piccola Silvia non ha completato la sua personale odissea, per giungere all’agognata meta che la porterebbe ad essere una bimba “normale”. Ha ancora bisogno di cure ed interventi.

Natale e Maria Assunta hanno cercato in tutti i modi una soluzione per la loro bimba ed hanno trovato un medico statunitense, che opera periodicamente a Berlino. L’Azienda Sanitaria Pubblica, però, non interviene e se lo fa, si impegna a posteriori con una percentuale minima.
I due debbono anticipare la somma di circa diecimila euro per ogni intervento, cui aggiungere le spese di trasferta, che non sono certo uguali a quelle sostenute per il soggiorno e per il viaggio per Genova e ritorno.

I due genitori non demordono e cercano in tutti i modi di trovare associazioni ed enti che possano dare loro una mano per portare Silvia ad avere una vita normale dopo tutte le sofferenze che sta attraversando.

Grazie a diversi benemeriti sodalizi e a manifestazioni di solidarietà di privati, un primo intervento a Berlino è stato eseguito a fine agosto scorso e si spera che altri ne possano seguire nei prossimi mesi ed anni.

Gino Campana

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